Amare la pace disarmata e disarmante. Una giornata di preghiera e digiuno per la pace
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Una giornata di preghiera e digiuno per invocare il dono della pace.
È l'invito promosso dalla Conferenza episcopale italiana e rivolto a tutte le comunità ecclesiali per venerdì 13 marzo 2026, unendo la propria voce a quella di papa Leone che ha ha chiesto di «fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile».
"L'escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l'umanità in una guerra di proporzioni planetarie" sottolinea la Presidenza della Cei che al tempo stesso ribadisce come "la guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può sostituirsi alla paziente arte della diplomazia; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune".
La giornata del 13 marzo intende quindi essere un'ulteriore occasione per "per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte".
L'Ufficio Liturgico Nazionale ha predisposto alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la Via Crucis e il digiuno. Si pregherà affinchè «si apra presto un cammino di pace stabile e duratura» e perché «quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio».








